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venerdì 1 giugno 2012
Seiki, il giusto complemento al massaggio shiatsu
Lo chiamano quasi massaggio: si ispira allo shiatsu, ma a differenza di questo usa solo manualità delicate per liberarsi da tensioni e stress
Seiki, il giusto complemento al massaggio shiatsu
Come base filosofica c’è lo shiatsu, elaborato dal giapponese Akinobu Kishi che mira a risvegliare l’energia vitale senza imporre un cambiamento o una manipolazione forte, ma piuttosto assecondando le richieste del corpo, aiutandolo ad attivarsi da solo verso la guarigione. È stato pensato per superare gli stati inquieti, le contrazioni. Vediamo come e perché aiuta l’organismo a riequilibrarsi autonomamente.
Risveglia l’energia interiore
Il Seiki è al tempo stesso un trattamento di cura e preventivo: rilassa realmente, ma cosa più importante, tratta e cura sintomi fisici, mentali ed emozionali. Mira a rafforzare e aumentare il potere interno di auto guarigione della persona. In questa disciplina non esistono manovre codificate, tutta la seduta è affidata alle esperte mani del terapeuta, alla sua capacità di connettersi con il paziente. Secondo la teoria di questo metodo, il corpo tende spontaneamente verso l’auto-guarigione. Talvolta, però, questo meccanismo si allenta, ed è compito del terapeuta riattivarlo attraverso l’ascolto e il tocco; per questo è importante che si stabilisca una relazione molta stretta tra paziente e operatore. In questo tipo di relazione d’aiuto scorre un costante e bilaterale flusso di benessere: non solo il terapeuta attraverso la sua azione trasmette speranza e voglia di vivere, ma vale anche il viceversa. L’operatore seiki lavora sui meridiani e stimola il ki, cioè l’energia.
Come si svolge la seduta
Prima di iniziare con tocchi e digitopressioni è previsto un colloquio con l’operatore, che indaga su eventuali e particolari malattie. Nello stesso tempo presta attenzione alla postura e al modo di muoversi del paziente, alle modalità di inspirazioni ed espirazioni. Osserva se il respiro è alto, cioè se utilizza poco il diaframma o se è addominale, quindi, più disteso. Successivamente, si indossano abiti comodi e ci si sdraia su un futon, il materasso giapponese. Con le prime manovre viene bloccata la zona dell’addome dove secondo il seiki fluisce gran parte dell’energia. Questa importante manovra verrà ripetuta più tardi nel corso della seduta. Il terapeuta seiki a questo punto esegue una serie di pressioni durante le quali cambia spesso posizione alla persona: laterale, prona, supina, seduta. Le pressioni sono applicate utilizzando i pollici e le dita, le mani, gli avambracci e le ginocchia a seconda della zona del corpo da trattare. Così si favorisce il flusso energetico. La seduta ha una durata di un’ora e termina con qualche minuto di relax da sdraiati. Il consiglio per ottenere un giovamento vero è quello di effettuare quattro o cinque sedute. Un avvertenza: non sempre dopo le prime due sedute ci si sente meglio, più leggere e rilassate. Può capitare che le sensazioni negative persistano, ma prelude a un successivo benessere.
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