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mercoledì 20 giugno 2012

Dieci utili rimedi contro il gonfiore

Di seguito vi proponiamo degli utilissimi rimedi per combattere il gonfiore depurando l’organismo e riattivando la circolazione sanguigna.Siete stufe di sentire i pantaloni che tirano e di avvertire un certo disagio indossando i vestiti che sono sempre più stretti. Gonfiore e ritenzione idrica, ti assediano soprattutto su glutei e cosce. In questi casi bisogna soprattutto lavorare sul metabolismo, sulla depurazione e la riattivazione circolatoria. Puoi ricorrere a tisane e menù leggeri, ma anche a massaggi e corretta respirazione. Ecco 10 rimedi antigonfiore. 1) Detossinare con acqua, frutta e verdura Spesso succede che nei tessuti si accumulino dei liquidi che dilatano la circonferenza delle cosce e dell’addome. Per favorire la depurazione è necessario bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e introdurre più frutta e verdura fresca che aiutano a limitare la ritenzione dei liquidi. Seguire questo regime per 20 giorni. 2) Rienergizzati con la digitopressione L’antico massaggio giapponese tramite le dita “risveglia” alcuni punti detti interruttori spenti riequilibrando così la circolazione linfatica. Ogni mattina, per un mese, premi le cosce e gli altri punti gonfi con i polpastrelli delle tue dita. Un segreto: fai piano per non rompere i capillari e tira leggermente la pelle verso l’alto per eliminare i ristagni di liquidi. 3) Stimola la circolazione con il bagno giapponese Immergiti in vasca e comincia un rituale samurai. Applica un asciugamano bagnato mantenuto freddo con acqua fredda prima sul dorso del piede, poi sulla gamba, continua sull’anca, sull’inguine, nell’area dell’ombelico. Ripeti più volte l’esercizio cercando di applicare il panno anche nella parte anteriore e posteriore delle gambe. Questa stimolazione che riattiva tutto il sistema circolatorio sollecita il drenaggio linfatico presso glutei, cosce, addome. Poi, immergiti nell’acqua (38 gradi) dove hai sciolto 225 grammi di alghe. Inspira ed espira con calma. 4) Tonifica il corpo con l’acqua running Il movimento è senza dubbio un altro prezioso alleato di gambe e glutei tonici e ben modellati. E gli effetti sono amplificati se l’attività viene svolta nell’acqua, il cui massaggio sui tessuti cutanei stimola la microcircolazione. Fai running che consiste nel camminare e poi correre avanti e indietro in piscina, immersa fino alla vita, con diverse andature. 5) Brucia i grassi con i colori Per eliminare gonfiori e cuscinetti, non è necessario andare in istituto e fare una seduta a emissioni di luce colorata. Puoi fare anche fare da sola utilizzando il più possibile il colore rosso che “iperemizza” cioè favorisce l’apporto di sostanze nutrienti ai tessuti e, quindi, drena. Attenzione a non avere capillari in evidenza in quel caso scegli il verde. 6) Drena i liquidi con l’edera Metti 50 grammi di foglie essiccate sminuzzate in un litro di acqua bollente per dieci minuti e bevine tre tazze al giorno per un mese. Ricca di ederina e di antiossidanti quest’erba ha il potere di riequilibrare la circolazione linfatica co-responsabile di gonfiori & C. 7) Respira come insegna il Tao Anche le emozioni e i pensieri negativi intossicano quanto l’ambiente inquinato e tendono a gonfiare e a rendere il respiro alterato e affannoso. Per ristabilire il corretto ritmo inspirazioni-espirazioni siediti su una sedia, inspira portando le mani sopra il seno e poi espira emettendo il suono S a lungo. 8) Strofina il corpo con un guanto di crine Praticato in passato dai Kapua, gli sciamani delle Hawai, il massaggio Lomi Lomi è davvero un cancella-gonfiori: prima della doccia, massaggia il corpo con un guanto di crine o una spazzola per gli abiti. Strofina la pelle concentrandoti su glutei e cosce, fino a quando l’epidermide non si arrossa leggermente. Vai sotto la doccia e con il getto freddo disegna cerchi andando dal ginocchio verso l’alto. 9) Applica una crema alla betulla La fitoterapia contemporanea conferma l'aspetto detox e drenante della betulla. Le sostanze contenute nelle foglie (saponine, glucosidi, flavonoidi) hanno una notevole azione diuretica e smuovono i depositi di liquidi, sostanze di scarto e grassi. 10) Riduci i latticini Formaggi e yogurt sono una delle cause più frequenti di intolleranze che tendono a rallentare il metabolismo e provocare stanchezza e gonfiore. Prova a farne a meno per dieci giorni.

Epatite C: un antivirale sperimentale per combatterla

Si chiama telaprivir, e il suo uso si è rivelato più efficace rispetto alla terapia standard.(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Il trattamento con telaprevir, un antivirale sperimentale, combinato con interferone pegilato e ribavirina, è risultato significativamente più efficace, nei pazienti affetti da epatite C cronica di genotipo 1, rispetto al trattamento con i soli interferone pegilato e ribavirina. È il risultato di due studi clinici di fase III, Advance e Realize, pubblicati sul New England Journal of Medicine. ''Nel mondo - afferma Stefan Zeuzem, lead investigator del trial Realize e capo del Dipartimento di Medicina presso il Johann Wolfgang Goethe University Hospital di Francoforte - sono più di 170 milioni le persone con infezione cronica da Hcv, ma la terapia standard odierna, che prevede interferone pegilato combinato con ribavirina, è prevista in meno della metà dei pazienti affetti da epatite C da genotipo 1, che non hanno fatto alcuna cura. I risultati degli studi dimostrano i benefici per i pazienti trattati con telaprevir''. Zeuzem sottolinea inoltre che ''i risultati dello studio di Fase III Realize dimostrano, inoltre, che per la prima volta, un farmaco con nuovo meccanismo di azione si è rivelato efficace in tutti i pazienti precedentemente trattati, inclusi i null-responder''. (ANSA).

L'incontinenza prima e dopo il parto

Durante il periodo della gravidanza molte donne vanno incontro al fenomeno dell'incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina. Più frequentemente è caratterizzata da perdite di lieve entità ed episodi poco frequenti. Più raramente, invece , il fenomeno può essere più accentuato e grave. Questa condizione può anche protrarsi dopo la gravidanza o presentarsi qualche tempo dopo la nascita del bambino. L'incontinenza durante la gestazione può subentrare generalmente a causa della compressione dell'utero: crescendo di volume aumenta la pressione sulla vescica, che risponde contraendosi e determinando perdita di urina. Inoltre, il peso del bambino provoca uno stiramento delle fibre muscolari del pavimento pelvico riducendo l'attività contenitiva vescicale. La forma più frequente di incontinenza in gravidanza è quella definita da sforzo. La donna, quindi, a seguito di uno sforzo, di un colpo di tosse o starnuto può avvertire la perdita di urina. Come gestire il disturbo Innanzitutto occorre essere certi che si tratti di urina e non di perdite di liquido amniotico, pertanto occorre avvisare immediatamente il proprio ginecologo. Una volta accertato che si tratti di urina occorrerà evitare al massimo che questa urina determini infiammazioni ai genitali esterni o peggio ancora infezioni. Pertanto, possono essere efficaci certamente dei dispositivi studiati per assorbire l'urina in queste situazioni (esistono in commercio assorbenti specifici), utilizzare detergenti disinfettanti (ma questi non più di due, tre volte al giorno per non abbassare le naturali difese immunitarie con l'abuso di saponi), cambiare frequentemente la biancheria intima. Dopo il parto Dopo il parto ci sono casi in cui alcune donne continuano a soffrire di incontinenza, oppure il problema, seppure non presente durante la gravidanza, può insorgere dopo la nascita del bimbo. Ormai si è tutti d'accordo nel dire che il fattore di rischio per l'insorgenza o il protrarsi dell'incontinenza dopo il parto sia proprio la gravidanza stessa. Infatti, mentre un tempo si credeva che il taglio cesareo, per esempio, potesse essere protettivo rispetto al parto spontaneo nell'insorgenza dell'incontinenza, oggi studi a lungo termine hanno confutato questa ipotesi. Infatti, da studi di neurofisiologia, è stato dimostrato come il bimbo che alloggia nel grembo materno determina un rimodellamento delle fibre muscolari del pavimento pelvico, causando l'alterazione del meccanismo di contenzione vescicale. Fortunatamente il disturbo, che spesso crea veri disagi, può essere curato con successo e le piccole perdite di urina possono essere gestite quotidianamente con l’utilizzo di assorbenti specifici che assicurano la giusta protezione protezione e permettono libertà di movimento Le cure Certamente durante la gravidanza vengono consigliate cure conservative, mediante ginnastica del pavimento pelvico eseguito da fisioterapisti specializzati. Questa potrà essere sicuramente proseguita dopo la gravidanza giovandosi anche del biofeedback: si tratta di un particolare strumento di ultima generazione che tonifica e controlla l’attività muscolare pelvica. Ovviamente, queste terapie, comprese le chirurgiche mini-invasive, dovranno essere messe in atto una volta eseguita la diagnosi di che tipo di incontinenza è insorta nella donna.

Scolpisci gli addominali per la prova bikini

Pancia piatta. Se è vero che il tempo che ci separa dalla prova costume è poco, è pur sempre vero che una corretta alimentazione ed esercizi mirati possono dare ottimi risultati nell’arco di poche settimane.Pronta per la prova costume? Sono poche le donne che risponderebbero con un pieno "sì", la maggior parte di noi, guardandosi allo specchio si sente insoddisfatta, chi per le gambe, chi per i glutei, chi per le braccia e chi per gli addominali. Vista la scadenza ormai alle porte, il primo consiglio è quello di non essere troppo critiche: un bel sorriso è capace di nascondere molti difetti. Ciò non vuol dire, però, lasciare le cose come stanno e non impegnarsi per migliorare la propria forma. In particolare, se il problema è un po’ di "pancetta", ecco alcune strategie che vi aiuteranno, se non ad avere la tartaruga, almeno ad avere la pancia piatta. Innanzitutto la dieta: mangiare equilibrato cercando di mantenere l’intestino regolare, così da prevenire fastidiosi gonfiori. Attenzione alla frutta: mangiata a fine pasto può dare origine a fenomeni fermentativi che in men che non si dica faranno lievitare la pancia. Meglio tenerla come fresco spuntino da consumare tra un pasto e l’altro. Anche le bibite gasate potrebbero causare lo stesso problema, quindi, se proprio non si riesce rinunciare all’acqua gasata durante i pasti, sarebbe bene limitare le bibite quali cole, toniche & C. Sempre per facilitare le funzioni intestinali, è bene bere molto. A un corretto stile di vita si deve abbinare una ginnastica mirata che favorisca la perdita del grasso che vela gli addominali e la loro tonificazione. Ecco di seguito una routine che deve essere ripetuta almeno tre volte a settimana. In caso i chili da perdere siano superiori a 3, il mio consiglio è quello di alternare le routine a delle uscite di allenamento esclusiva mento aerobico (corsa, bicicletta, camminata ecc.).

Rimodellare e aumentare il volume dei glutei: ecco le nuove tecniche

I sondaggi parlano chiaro: è uno dei trend più attivi delle ultime estati. Perché non sempre la prova costume viene superata dalle donne come si vorrebbe e, molto spesso, il confronto con il bikini diventa micidiale. Quando palestra e massaggi non bastano, sempre più donne si rivolgono al chirurgo plastico per scolpire il proprio corpo, in particolare il lato B. Oggi, i metodi per rimodellare o ingrandire i glutei sono molteplici, ma non tutti risultano essere efficaci o in grado di dare dei buoni risultati. Per fare luce sulle diverse tecniche, abbiamo incontrato il dott. Massimo Re, specialista Chirurgia Plastica ed estetica. Per aumentare il volume dei glutei esistono tre tecniche: la gluteoplastica additiva, il filler di macrolane e il lipofilling. Gluteoplastica Additiva Permette di tonificare i glutei aumentando le dimensioni e ridefinendo la forma rendendola più armoniosa. Per questo tipo di intervento vengono utilizzate protesi in silicone specifiche, più robuste di quelle per l’ingrandimento del seno, che si inseriscono nella parte alta delle natiche tramite una sola incisione completamente nascosta nella piega in mezzo ai glutei. La protesi viene posizionata in sede intramuscolare, collocata tra le fibre del muscolo, senza lasciare cicatrici visibili e non da nessun problema quando si è seduti. Anzi, la contrazione dei muscoli solleva ancora di più il gluteo verso l’alto. Macrolane e Lipofilling Entrambi i trattamenti, che non richiedono un intervento di chirurgia, sono indicati per piccole correzioni e per migliorare o complementare il risultato di un impianto di protesi glutei. Il Macrolane è un filler a base di acido ialuronico che può dare dei buoni risultati solo se iniettato in piccole quantità (non più di 150 cc). Questo filler, oltre ad avere costi molto elevati, è riassorbibile nel giro di 6/12 mesi e in alcuni casi, se inserito in dosi eccessive può formare delle cisti perché viene incapsulato dal corpo umano come una protesi, dando un risultato antiestetico e percepibile al tatto e alla vista come se si iniettasse del silicone liquido. A differenza del silicone, essendo un materiale compatibile con l’organismo, si può sempre correggere aspirandolo tramite una cannula, senza particolari problemi. Il Lipofilling consiste nel prelevare i propri adipociti (cellule di grasso), da zone come l’addome o le cosce, per poi inserirli nella parte interessata. Anche in questo caso non si possono iniettare più di 200cc per volta, di cui la metà viene riassorbita con una prevista riduzione di volume inizialmente impiantato. Le cellule rimaste attecchiscono senza essere più rigettate. Se invece si desidera solo rimodellare i glutei esistono altri metodi differenti fra loro e sono: la liposcultura, il lifting dei glutei, i fili russi o Silhouette e l’innovativa tecnica del filo d’oro. Liposcultura Con questa tecnica viene eliminato il grasso in eccesso in un gluteo molto voluminoso, ma l’idea innovativa consiste nell’eseguire l’operazione direzionando il tragitto della cannula sempre verticale, in modo che durante la guarigione la fibrosi cicatriziale, che tende a retrarsi come in tutte le cicatrici, alzi i tessuti sostenendoli. Si evitano, così, le antiestetiche pieghe trasversali del solco gluteo (provocate dalla direzione della cannula orizzontale) che spesso creano un effetto ottico peggiore di quello di partenza.

Candida albicans. I sintomi, le cause e la dieta per sconfiggerla

La nutrizionista ci consiglia gli alimenti che impediscono a questo fungo di proliferare esageratamente nel nostro organismo, causando numerosi disturbi psicologici e fisici.Anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro organismo è invaso da microrganismi: nel nostro intestino sono presenti addirittura oltre 400 specie differenti. Ma, diversamente da quanto si possa inizialmente pensare, svolgono un’azione positiva per il mantenimento del nostro stato di salute e per il corretto svolgimento di numerose funzioni fisiologiche. In particolare svolgono un’azione trofica, cioè controllano la proliferazione e la differenziazione delle cellule epiteliali e lo sviluppo del sistema immunitario; ma anche una funzione metabolica infatti sono coinvolti nella sintesi di vitamine come ad esempio la K, ma partecipano anche alla degradazione dei residui alimentari non digeribili; svolgono infine una funzione protettiva grazie alla capacità di inibire la proliferazione di microrganismi patogeni. Fra la lunga lista di microrganismi che vivono nel nostro corpo e partecipano alle numerose funzione elencate vi è anche la Candida albicans. Questo lievito è presente a livello intestinale e ci aiuta nella digestione degli zuccheri; può succedere un improvviso cambiamento del suo comportamento: in seguito ad esempio ad un periodo di stress, disordini alimentari, assunzione di farmaci in particolare antibiotici o malattie che causano un inevitabile indebolimento delle difese immunitarie, la Candida può incominciare ad aumentare notevolmente di numero, in modo incontrollato, tanto da riuscire a invadere la parete intestinale fino ad arrivare al circolo sanguigno dove rilascerà le tossine responsabili della "sindrome da lievito" caratterizzata da stanchezza, irritabilità, disturbi intestinali, rallentamento della digestione, intolleranze alimentari, gonfiore addominale, dolore, prurito, irritazione, arrossamento, perdite vaginali. L'apparato gastrointestinale, urogenitale, il sistema nervoso e il sistema immunitario sono i punti principalmente colpiti da questo lievito. La terapia necessaria per combattere la candida è abbastanza lunga e complessa; l’uso di farmaci antifungini è utile, ma spesso non risolutivo. Per combattere la Candida è necessario agire su diversi fronti per rinforzare il sistema immunitario e riequilibrare la flora batterica intestinale, entrambi particolarmente suscettibili a comportamenti scorretti, soprattutto di tipo alimentare. Molto frequentemente chi soffre di candidosi ha una accentuata voglia di zuccheri, in particolare a fine pasto. Questa necessità è indotta dalla stessa Candida la quale, per sopravvivere, necessita proprio di zuccheri. Grazie a questo meccanismo è di basilare importanza ridurre o meglio ancora eliminare l’assunzione di zuccheri semplici, in particolare, cioccolata, miele, dolciumi, gelati, biscotti, torte, bibite zuccherate e non, yogurt alla frutta o zuccherati. Da evitare è anche la frutta fresca matura. Un altro gruppo di cibi da evitare sono quelli fermentati, in particolare quelli contenenti lieviti e muffe: formaggi come il gorgonzola; prodotti lievitati come pane, pizza, brioche, focacce; cibi contenenti glutammato come il dado per brodo e alimenti precotti confezionati; bevande alcoliche specialmente la birra; derivati della soia come il latte e la salsa; cibi contenenti aceto di vino come i sottoaceti, salse per condire le insalate, il ketchup. Altra categoria di alimenti da evitare sono il latte e i suoi derivati, perché possono presentare tracce di antibiotici che possono contribuire ad accentuare la candidosi. È necessario anche eliminare tutti i cibi preconfezionati o inscatolati e particolarmente ricchi in conservanti; le spezie piccanti, in particolare il curry. Una volta eliminati tutti questi alimenti, dobbiamo invece introdurre abbondantemente degli altri.

sabato 2 giugno 2012

Una medicina per cancellare i brutti ricordi

Una pillola per cancellare le esperienze negative, lasciando intatti i bei ricordi. È quello che da anni stanno studiando gli scienziati per “curare” le persone traumatizzate da qualche evento...Una medicina per cancellare i brutti ricordi Una pillola per cancellare le esperienze negative, lasciando intatti i bei ricordi. È quello che da anni stanno studiando gli scienziati per “curare” le persone traumatizzate da qualche evento drammatico. Mandare giù una pillola e dimenticare in pochi istanti un’esperienza traumatica, un brutto ricordo o una persona che ci ha fatto soffrire: una promessa di felicità per molti, ma anche un’arma potenzialmente pericolosa, capace di fare grossi danni. Un gruppo di ricercatori del Centro per le Scienze Neurologiche di New York ha recentemente messo a punto un farmaco capace di eliminare in modo selettivo alcuni ricordi dalla memoria dei ratti, lasciando integri gli altri. Il magazzino degli incubi Joseph LeDoux e i suoi collaboratori sono riusciti a intervenire sul meccanismo che, regolando il trasferimento dei ricordi dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, dà vita ai ricordi permanenti. Questo processo, noto come riconsolidamento, può essere alterato o interrotto con opportuni farmaci, evitando in modo selettivo la formazione di alcuni specifici ricordi, senza modificare gli altri. Ratti impauriti I ricercatori hanno indotto alcuni ratti ad avere paura di due differenti suoni facendoglieli sentire mentre veniva loro inflitta una scarica elettrica. Hanno poi somministrato a metà degli animali l’U0126, un composto chimico noto per provocare amnesie, mentre facevano sentire ai topolini di nuovo i suoni, nel tentativo di far riaffiorare il ricordo spiacevole. E la paura se ne va Il giorno dopo, sono stati fatti ascoltare gli stessi rumori ai topolini, ma quelli trattati con l’U0126 sembravano non avere più “memoria” di quella paura, mentre gli altri associavano il rumore allo sgradevole ricordo della scossa elettrica. Secondo i ricercatori, il timore del suono (e quindi dell’esperienza negativa) non si è consolidato nella memoria permanente dei ratti “curati” con l’U0126. Questione di neuroni Secondo LeDoux in questo processo gioca un ruolo fondamentale l’amigdala: è una zona del cervello in cui, durante la formazione di un ricordo spiacevole, si può notare un consistente incremento delle comunicazioni tra i neuroni. Nei ratti trattati con il farmaco il numero di queste connessioni neuronali era molto ridotto: questo indica una vera e propria cancellazione della memoria dolorosa. Salvataggi automatici La ricerca del team americano non è comunque la prima nel suo genere: già nel 2004 un gruppo di scienziati di Cambridge aveva ipotizzato di poter alterare il processo di riconsolidamento dei ricordi per intervenire alla radice su problemi come le dipendenze da droga e alcol, le fobie ricorrenti e le sindromi da stress. Secondo i ricercatori britannici la memoria subisce un riconsolidamento ogni volta che vengono fatte affiorare i ricordi, come in un file che viene aperto e poi salvato. Grazie a opportuni farmaci dovrebbe essere possibile interrompere questo processo, impedendo il “salvataggio del file” e cancellando così il ricordo spiacevole. Sicuri che sia sicuro? È evidente come questo tipo di ricerca apra il dibattito su numerosi problemi etici: se la parte più psicologica dell’essere umano è anche il frutto delle esperienze, la cancellazione selettiva dei ricordi spiacevoli non rischia forse di trasformarci in automi sorridenti, incapaci di apprendere dagli avvenimenti negativi e quindi di migliorare? Quanto potrebbe sopravvivere l’uomo senza la difesa offerta dalle paure? Contro questo tipo di studi si è apertamente schierato anche il Comitato di Bioetica della Casa Bianca, secondo il quale modificare il contenuto della nostra memoria equivale a modificare la nostra personalità. I fautori del “lifting” chimico, capaci di farci vivere, almeno in teoria, più felici e meno stressati sono comunque numerosi. Roger Pitman, psichiatra di Harvard, sostiene che la cancellazione della memoria sia addirittura doverosa in tutti quei casi come gli attentati terroristici, gli stupri e gli incidenti, che rischiano di condizionare per tutta la vita l’emotività e la serenità di chi li subisce.