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lunedì 7 maggio 2012
Gli 8 sintomi del cancro alla prostata
Quando si parla di prostata, l’atteggiamento della stragrande maggioranza degli uomini è lo stesso: minimizzano, mettono la testa sotto la sabbia, si preoccupano solo quando salta fuori qualcosa che non va. Ebbene, è il modo più sbagliato di porsi. Perché il tumore della prostata è oggi la prima causa di morte per l’uomo, subito prima di altri tumori letali come quello ai polmoni e di quello al colon (secondo i dati della Wold Foundation of Urology).
L’arma in più è la prevenzione
La difesa più efficace è – come sempre – la prevenzione. “Il tumore della prostata è considerato uno dei più facilmente diagnosticabili e curabili”, spiega il professor Mauro Dimitri, chirurgo urologo e presidente della World Foundation of Urology. “Oggi la sopravvivenza è considerata molto alta: il 60% dopo 10 anni dall’intervento. Ma la tempestività della diagnosi è essenziale: prima si individua il tumore, meglio si può intervenire per circoscriverlo, estirparlo, impedirgli di fare danni”.
Quando sottoporsi ai controlli
Se un tempo gli specialisti invitavano a fare la prima visita dall’urologo allo scoccare dei 50 anni, oggi i limiti si sono spostati anticipati. “Già a 45 anni diventa davvero necessario sottoporsi a una visita specialistica”, dice ancora Dimitri.
“Anche prima, a 40 anni, se c’è un fratello o il papà con problemi con la prostata”.
Dal giorno della prima visita, quelle successive vanno fatte al ritmo di una ogni 12 mesi: “E’ il solo modo per individuare l’eventuale presenza delle due patologie che colpiscono questo organo: l’ipertrofia prostatica benigna e il tumore”.
I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna
Come si riconosce l’ingrossamento della prostata? “I segnali sono inequivocabili: di solito si avverte un frequente stimolo a urinare, sia di giorno sia di notte; si ha la sensazione di non riuscire mai a svuotare del tutto la vescica; e si registra un calo del flusso dell’urina.
I sintomi del tumore della prostata
Il tumore della prostata è molto più infido e pericoloso del semplice ingrossamento: “Procede in modo lento, senza dare segno di sé e senza provocare disturbi particolari. Il rischio è che progredisca silenzioso fino ad arrivare a un punto in cui è addirittura difficile intervenire”, conclude Dimitri.
Ci sono modi per riconoscerlo? Quali sono i campanelli d’allarme più frequenti? Secondo la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), se ne possono elencare 8. Ma va chiarito che ciascuno di essi non necessariamente è rivelatore della presenza di un tumore della prostata, perché può essere collegato ad altre patologie in corso.
In ogni caso, è sempre bene parlarne con il medico di fiducia:
Difficoltà a cominciare a urinare.
Bisogno di urinare spesso.
Sensazione di non riuscire a urinare in modo completo.
Dolore durante la minzione.
Sangue nelle urine o nel liquido seminale.
Senso di peso nella zona retto-vescicale.
Dolore alle ossa.
Difficoltà di erezione.
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